Questa fic è ispirata al telefilm
Supernatural. Il personaggio che narra la storia è John Winchester, compare sua moglie Mary e suo figlio Dean.
Rating: verdeTipologia: One shot
Attenzione!! Se state seguendo la serie in italiano non leggete questa fic, perchè è presente il finale della terza stagione non ancora andato in onda. Per il resto è pura invenzione xD
FROM HEAVEN TO THE HELL AND BACK
Provavo una pace e una serenità che non avevo mai provato prima. Tutto intorno a me soltanto una candida luce bianca, leggerezza. Mi sentivo come se volassi. Come se qualcuno mi avesse preso tra le braccia, delicatamente e io fossi caduto in un sonno così pacifico...Non c'era nient'altro lì. Solo pace, serenità....e Mary. La mia Mary era di nuovo con me. Mi sembrava di essere tornato ragazzo, di averla incontrata per la prima volta. Non avevo nessun ricordo che tormentava la mia anima. Solo quiete. Passeggiavamo, io e Mary, per i campi del paradiso, se questo erano, senza mai fermarci, senza mai stancarci, senza un attimo di pausa. Sorridendo....finchè non la udii. Una voce straziante. Grida senza fine che mi tormentavano. Una sofferenza tremenda. E allora ricordai....anche io avevo provato qualcosa di simile. Qualcosa che neanche la parola dolore può spiegare.
Ma ormai non mi riguardava più. Avevo pianto, avevo sofferto, per tanto, troppo tempo! Avevo sopportato tutto ciò che era umanamente possibile sopportare. La perdità del mio grande amore, la vista dei miei figli che piangevano senza fine. Il dolore di sapere che non potevo fare niente per consolare il loro pianto. Non potevo dire niente per poterli confortare. Niente che convincesse anche me a non piangere in silenzio. Era questa la cosa più dolorosa, il silenzio. Ci furono momenti in cui l'odiavo. Avrei voluto gridare per non sentire più tutto questo silenzio intorno a me. Ma non l'ho mai fatto. Dovevo essere forte. Dovevo essere forte per i miei figli.
Le urla si facevano più forti e più strazianti. Non volevo ascoltare ma non riuscivo a non farlo. Sembrava una voce familiare, ma non la riconoscevo. Qualcuno gridava pietà, gridava un nome e io non riuscivo a sentirlo con chiarezza, ma la mia anima non aveva pace. Nella pace eterna che avvolgeva quel luogo, io sentivo solo dolore e sofferenza. Non la mia, no........quella di Dean. Mio figlio.
Mi risvegliai in una terra desolata. Un mezzo deserto fatto solo di erbacce e alberi morti. Non riuscivo a respirare, a muovermi, ad aprire gli occhi. Mi sentivo come se tutto il dolore del mondo mi fosse piombato addosso. Qualcosa che m teneva schiacciato contro il suolo e m'impediva di muovere anche solo un muscolo. Ma la sentivo ancora, la voce di Dean. Ora più forte di prima.
Quando finalmente riuscii ad aprire gli occhi la luce del sole me li fece richiudere all'istante. Aspettai un pò e li riaprii piu piano questa volta. Quando i miei occhi misero a fuoco, la vidi. Era lì di fronte a me. Una tomba senza nome, grigia, sporca di terra. Era senza nome ma sapevo benissimo a chi apparteneva. Riuscii per non so quale miracolo ad alzare una mano e toccarla. I miei occhi si riempirono di lacrime quando sentii la lapide fredda sotto le mie dita. Non riuscivo a pensare a nient'altro che al dolore di mio figlio, che gridava disperato in cerca di aiuto. Persi i sensi quasi d'improvviso.
Mi sono risvegliato solo pochi minuti fà, con il sole cocente che mi bruciava il viso. Non so per quanto ero rimasto svenuto. Giorni, mesi, anni che importa? La tomba di mio figlio era ancora lì al mio risveglio. Non era un brutto sogno e non lo potevo scacciare solo chiudendo gli occhi. Almeno ora riesco a muovermi e posso cercare una soluzione. Devo salvarlo!
Nessuno sa la sofferenza che si prova all'inferno. Non una sofferenza fisica, quella si può sopportare. L'inferno ti fa sentire come se tu non esistessi per nessun'altro motivo che soffrire. Le ore passano così lentamente che ti sembra d'impazzire. Nessuno può aiutarti, nessuno può sentirti e mentre speri che qualcuno venga a salvarti, speri altrettanto ardentemente che nessuno che ami possa mai sentire le tue grida disperate. Io lo sò. Conosco quella situazione! E il solo pensiero che il mio Dean è in un incubo simile mi strazia l'anima. Non lascerò che passi l'eternità all'inferno. Questa è una promessa, Dio. Salverò mio figlio dalla dannazione...dovessi anche perdere quella felicità che avevo ritrovato dopo tanto tempo. Devo pensare a Dean e...a Sammy. Non può farcela senza suo fratello. E io non potrò mai riposare in pace sapendo che i miei figli soffrono. Farò quest'ultima cosa per voi e poi sparirò, di nuovo.
Non cercherò l'aiuto di Sammy. Non voglio che mi veda scomparire un'altra volta. Non voglio farlo soffrire ancora. Sò benissimo quello che devo fare e non mi farò fermare da nessuno.
Sono andato alla città più vicina. Era deserta, ma il market era aperto e rifornito. Ormai non mi pongo più domande, non m'importa niente di ciò che riguarda il mondo. Sono stato mandato qui con una missione e non penserò altro che a quella. Dal market ho preso tutto l'occorrente per un rituale. Ancora li ricordo tutti. Tutti i rituali, tutte le formule magiche, tutti i miei nemici. Ogni maledetto particolare di quei 22 anni passati a dare la caccia al demone, a farmi trasportare dalla voglia di vendetta. 22 anni passati ad ignorare ciò che era più giusto per i miei figli e a pensare solo alla vendetta. Ora che ci rifletto...ho sprecato così tanto tempo dietro quel maledetto che mi sono perso tutti i momenti migliori insieme ai miei figli. Se ci sono mai stati. Ho fatto perdere loro un'infanzia e un'adolescenza e di questo non mi darò mai pace.
Ma piangermi addosso ora non riporterà in vita mio figlio.
Ho preparato tutto l'occorrente, ho pronunciato la formula ma ancora non succede nulla. Me ne sto seduto qui, con le gambe incrociate, davanti alla sua tomba. Non si muove niente, non un rumore.
Aspetto di ritrovarmi da un momento all'altro di nuovo in quell'incubo, respiro profondamente. Il rituale che ho appena pronunciato serve ad aprire una voragine e farmi precipitare all'inferno. Deve essere fatto esattamente sopra la tomba della persona che vogliamo ritrovare altrimenti è impossibile rintracciarla.
Ecco ci siamo. Un vento gelido. Chiudo gli occhi e un secondo dopo li riapro. Tutto intorno a me terra bruciata, catene, fuoco. Lo stesso panorama di prima ma devastato. Come Se fosse passato satana in persona lasciando terra bruciata ovunque. E in effetti è proprio così che è andata. Mi alzo e voltato lo sguardo alla mia destra vedo Dean. Il suo corpo, o meglio, la sua anima giace difronte a me, appesa a delle catene, dilaniata e ricoperta di sangue. Mi avvicino a Dean e gli sfioro il viso. Vedo i suoi occhi aprirsi lentamente, a fatica, e i miei riempirsi di lacrime. "papà" riesce a dire solo questo, sottovoce. Respira a fatica. Lo prendo tra le braccia "sono qui, Dean. Sono qui." cerca di dirmi qualcosa ma non ci riesce. "non sforzarti di parlare..." Allungo una mano e comincio a sfilare l'uncino delle catene dalla sua carne. Si agita per il dolore, senza riuscire a dire una parola. O forse non voleva mostrarsi debole di fronte a me. Ha sempre cercato di essere forte per me e per suo fratello. Si è comportato sempre meglio di quanto non abbia mai fatto io. "ci sono io qui con te va bene?" Una dopo l'altra sfilo le catene dal suo corpo, sentendo il suo dolore. Ho cercato di fare più in fretta che potevo per non farlo soffrire. Una volta staccate le braccia dalle catene con quel poco di forza che gli rimaneva me le ha strette al collo. L'ho fatto sedere a terra e ho strappato un lembo della mia camicia, cercando di ripulirgli il viso dal sangue. Non importa che tu sia un anima senza corpo, all'inferno tutto è reale. Il dolore , la sofferenza, le ferite, il sangue....è tutto vero.
Mentre una lacrimava gli solca il viso, stringeva una parte della mia camicia a cui si era aggrappato con tutta la forza che aveva e cercava di dirmi qualcosa. Provai ad ascoltarlo come avevo fatto quando ero insieme a Mary, in paradiso. Dalla sua bocca non uscivano parole ma i suoi occhi mi dicevano solo "papà non lasciarmi". Presi la sua mano, la strinsi tra la mia "io sono sempre qui con te".
A quel punto una luce bianca ci avvolse e quando scomparve, anche Dean era sparito.
Ho visto tutto. Dean che urlava all'interno della tomba, che si agitava e le sue mani che sbucavano dal terreno. Mio figlio è di nuovo in vita. L'inferno rimarrà solo un brutto ricordo. Continuerà a fare il cacciatore lo sò. Non riuscirà mai a stare lontano da questo lavoro. Non rinuncerà mai a salvarare le persone nè tanto meno a salvare suo fratello. E va bene così, se è questo che vuole. Io veglierò su di lui. Anche a costo di trovare la pace solo quando li avrò tutti e due qui con me, Dean e Sam. Quando saremo di nuovo insieme. Una famiglia.
dreaming, Vancouver.
| I hope my father knows the seeds we've sewn still grow. At night I go to sleep and pray he's watching over me. Somewhere there's a star that's shining, so bright that I can see you smile. And all that I need is one last chance just to hear you say goodbye. |
AlexArcher; TheRoadhouse; Youtube |
GNAPPOLOZZO MI MANCHI!!!